Nasce il primo “museo audio”…e si basa su Alexa

Juxhin Radhima

AMA Alexa

L’Audio Museum of Art (AMA) è una nuova skill per Alexa descritta come “Un museo a mani libere e occhi liberi che puoi girare con la tua voce”.

I commercial vintage della radio degli anni ‘40, ‘50 e ‘60 rappresentano la prima galleria in mostra per gli ascoltatori.

La guida vocale è il docente del museo Bot Draper, un nome giocoso basato sul famoso personaggio principale di Mad Men, Don Draper.

Le pubblicità includono Alka-Seltzer, le sigarette Camel, Armour Hot Dogs e Columbia Records.

Bot Draper introduce e commenta ogni annuncio per offrire un contesto. L’AMA potrebbe sicuramente sfruttare più contenuti, ma il concept è già intrigante e l’implementazione iniziale dell’esperienza della galleria è buona e con dialoghi ingegnosi.

Gli utenti degli smart speaker stanno accedendo ad un contenuto che privilegia la voce e l’audio su tutto e i commercial radio calzano perfettamente in questa descrizione.

Questo è solo l’esordio e sarà interessante vedere quale altro contenuto audio arriverà in future gallerie.

Per sapere di più riguardo questo progetto, ti ho tradotto qui sotto un’intervista fatta a Doug Schumacher, founder di Arrovox e publisher dell’Audio Museum of Art.

Che cos’è l’Audio Museum of Art?

“L’Audio Museum of Art è un museo a mani libere e occhi liberi che puoi girare con la tua voce. Il museo presenta esposizioni uditive riguardo una gamma di argomenti di interesse. Al momento è su Amazon Alexa (“Alexa, apri Audio Museum of Art”) e spero di averlo presto su Google Assistant.”

Qual è la tua ispirazione?

“Sono una fan dell’arte moderna. Mi piacciono le opere di Damien Hirst e i lavori di Jeff Koons che rispondono alla domanda “Che cos’è l’arte?”, quindi stavo pensando: se un cavallo affettato sospeso in formaldeide può essere arte, allora perché non delle clip audio interessanti?”

Qual è il tuo obiettivo?

“Man mano che l’ecosistema web della voce si evolve, creerà nuove opportunità di contenuto in modo simile per content creators e brand. Quindi, l’obiettivo era avere un veicolo per esplorare differenti format di contenuti basati sulla voce. […] Quindi l’idea di un museo con diverse gallerie sembrava funzionare bene.”

Come hai iniziato?

“Una volta che il concetto di museo era chiaro, la questione era il contenuto della galleria e che tipo di elementi sonori avrebbero funzionato sulla piattaforma, mantenuto gli ascoltatori interessati, avuto un appeal sufficientemente ampio, ecc.

C’è anche bisogno che fossero clip su cui poter raccontare una storia interessante a riguardo.

La mia prima idea per una galleria era presentare grandi speech ed era quasi pronta, ma mi sono imbattuto in problemi circa la lunghezza dei clip audio o l’aver bisogno di editare gli speech nei punti in cui ritenevo che perdessero troppo”

Cosa c’è in arrivo?

“Il nostro obiettivo di presentare opere d’arte uditive attraverso una varietà di argomenti di interesse è intenzionalmente vasta; flessibile abbastanza da spaziare tra pezzi di parlato, effetti sonori, strumenti musicali, ecc. Presto annunceremo nuove gallerie”

Come hai deciso che tipo di “arte” audio sarebbe stata inclusa nel museo per il lancio?

“Francamente, il mio obiettivo iniziale era mandare live la prima mostra e assicurarmi che tutto funzionasse senza intoppi. Quindi la decisione riguardo il contenuto della galleria riguardava principalmente quali tracce audio fossero più accessibili, così come mettere rapidamente insieme delle storie intorno ad esse.C’erano una serie di gallerie in considerazione e i commercial vintage delle radio erano la soluzione perfetta”

Schumacher conclude poi l’intervista esprimendo l’eccitazione per le tante sfide che lo aspettano, come far accettare alle persone che tracce audio o pubblicità siano arte.

Al di là delle tante sfide che questo “museo audio” dovrà affrontare, è interessante vedere come tanti settori che definiremmo tradizionali, stiano accogliendo favorevolmente l’arrivo delle tecnologie vocali per riuscire a rinnovarsi.

Se il mondo sta andando in quella direzione, chi si muoverà fin da subito troverà la strada spianata e si farà trovare pronto.

Chi è restio al cambiamento e aspetta di essere obbligato a correre per mettersi al passo con i tempi beh…avrà qualche problemino.

Qualche tempo fa ho scritto proprio un articolo che parlava dei business che stanno già sfruttando Alexa con successo (lo trovi cliccando qui) e un articolo in cui ti racconto di personal brand noti che hanno già fatto sviluppare la propria skill per Alexa (lo trovi facendo click qui).

Per questa volta è tutto.

A presto,

Juxhin

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