Le potenzialità di Alexa: le opinioni dei marketers in uno studio

Juxhin Radhima

Alexa e il marketing

Quasi metà di chi fa marketing per le piccole e medie imprese sostiene che Amazon Alexa è l’assistente vocale con più potenziale di marketing

Uberall, il servizio di location marketing, ha pubblicato uno studio riguardo cosa pensano i marketers delle piccole e medie imprese riguardo le tecnologie vocali.

Per lo studio, Uberall ha sottoposto un questionario a 300 marketers in tutti gli Stati Uniti.

Ora ti racconto cosa ne è uscito.

Ai marketers intervistati è stato chiesto quale assistente vocale pensano abbia il più grande potenziale di amrketing.

Quasi metà di loro (esattamente il 48%) pensa che Amazon Alexa abbia più dei suoi rivali e sia più utile ai fini di marketing.

Google Assistant ha raccolto il 29% dei favori, Siri di Apple il 17%, Cortana di Microsoft il 3% e tutti altri il restante 3%.

“Non è sorprendente che  i marketers pensino che Alexa potrebbe trovare spazio nei loro piani e nelle loro strategie future” ha detto Florian Huebner, Co-CEO e Co-Founder di Uberall.

“A livello di base utenti, Alexa è l’assistente vocale più popolare al momento, con tante persone che lo usano nella loro vita quotidiana. Con la sua scalata e con l’intero ecosistema in crescita, non non c’è da stupirsi che così tanti uomini di marketing riconoscano il suo potenziale”.

La voce non è ancora una parte principale delle strategie di marketing delle piccole e medie imprese, ma la spesa in questo canale di comunicazione sta già salendo.

Quando ai marketers è stato chiesto come l’organizzazione del loro budget di marketing per i canali vocali sta cambiando, più di un terzo (il 35%) ha detto che stava crescendo.

Ad ogni modo, di quel gruppo, solo il 9% ha detto che stava crescendo in modo significativo, mentre un quarto (il 26%) ha detto che stava crescendo leggermente.

Solamente il 3% ha detto che stava leggermente diminuendo e l’1% ha detto diminuendo significativamente.

Degno di nota è quel 38% degli intervistati che ha detto che non utilizza affatto la voce.

Anche in un mercato, quello americano, che sembra sempre essere un passo (e anche di più) avanti al nostro, c’è chi sta commettendo l’errore di aspettare, mentre chi sta già sfruttando l’innovazione tecnologica si ritroverà a raccogliere i frutti.

“Con la tecnologia vocale ancora nella sua infanzia, è possibile che le piccole e medie imprese stiano aspettando che maturi, da un punto di vista di dimensione o di tecnologia, prima di renderlo una parte prominente delle loro strategie di marketing” questa l’opinione di Huebner.

Se mi segui da un po’, saprai che secondo me aspettare in una situazione del genere è l’errore più grande che un business possa commettere.

Ti ho parlato del perché dovresti sfruttare fin da subito questa tecnologia in questo articolo qui.

Agli intervistati è stato chiesto cosa porterebbe le loro organizzazioni ad investire di più sul marketing basato sulle interazioni vocali. Gli è stato chiesto di selezionare tutto ciò che poteva influire e molti hanno infatti dato più di una risposta.

Ecco i risultati:

  • “Migliori insight sul successo delle campagne e sul ROI” (53%),
  • “Più dati per targettizzare e personalizzare le campagne” (47%),
  • “Minori barriere d’ingresso dal lato tecnologico” (33%),
  • “Più allineamento con le proprie campagne a performance” (32%),
  • “Un più profonda/vasta integrazione nell’ecosistema generale del prodotto” (come frigoriferi smart, smart speakers, smart TV, smartphone ecc) (28%),
  • altre ragioni (10%).

A proposito dell’utilizzo dei canali vocali e della creazione dei contenuti sono emersi altri dati interessanti.

Il 40% di chi lavora nel marketing per le piccole e medie imprese pensa che dovrebbe sviluppare il proprio canale vocale interattivo.

Quando è stato chiesto chi dovrebbe prendersi carico di sviluppare il contenuto per questi canali, il 40% ha risposto “noi, il brand”.

Le altre risposte includono “creativi/agenzie creative” (28%), “altri/non ne sono sicuro” (13%), “agenzie di media-buying” (9%), “agenzie SEO” (7%) e “partner di pubblicazione” (3%).

“È una forma molto nuova di marketing, quindi sviluppare contenuti vocali in casa permette alle aziende di avere un livello di controllo che potrebbero non avere delegando a terze parti” sostiene Huebner.

“Permette anche di tenere sotto controllo i costi. In ogni caso, la maggior parte delle piccole e medie imprese stanno solo facendo i primi assaggi del marketing basato sulla voce. Con la crescita delle loro ambizioni e con le campagne che diventano più sofisticate, dovranno delegare maggiormente lo sviluppo”.

Insomma, da questo studio emerge ancora una volta la consapevolezza che già c’è riguardo la potenza che Amazon Alexa ha come nuovo canale di comunicazione.

Sappiamo però che siamo solo all’inizio del cambiamento che la tecnologia basata sulla voce sta portando.

Più le aziende accoglieranno questo mezzo, più l’ecosistema intero si strutturerà, più saranno i benefici derivanti dal suo utilizzo.

E a quel punto chi sta già sfruttando Alexa oggi avrà un vantaggio enorme su tutti gli altri.

Tu fai parte di loro?

Alla prossima,

Juxhin

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