La voce al servizio degli studenti: Alexa diventa un’insegnante

Juxhin Radhima

Alexa askMyClass nelle scuole

Dopo che un’assistente di terza alla Garnet School ha guidato i bambini in esercizi di stretching, fatto il conto alla rovescia del tempo rimasto per consegnare il compito e infine fatto suonare YMCA dei Village People, una studentessa è esplosa: “La amo”.

“La amo anch’io”, ha risposto l’insegnante, Meredithe Stefanowicz, ma l’assistente se ne è rimasta in silenzio sulla cattedra.

Magari hai già sentito parlare di questa assistente: si chiama Alexa.

La Delaware County school è considerata un’apripista nell’uso della tecnologia di assistenza vocale, come Amazon Alexa, come uno strumento di apprendimento per le classi.

L’assistente può rispondere alle domande, scandire una parola, condurre esercizi, insegnare a dire buongiorno in diverse lingue o riprodurre musica rilassante mentre c’è un test in corso.

“La cosa veramente divertente è che ascoltano Alexa molto più volentieri di quanto non ascoltino noi” ha detto Marianne Maye, un’insegnante di seconda alla Concord Elementary, uno dei 4 distretti del paese a prendere parte al programma pilota per la skill chiamata askMyClass.

“Questo è ciò che questa generazione ha a portata di mano o, per così dire, di labbra”, ha aggiunto Maye, che insegna da 36 anni, “e se non divento parte della loro generazione, della loro esperienza, allora non sarò più così efficace”.

Circa un quarto delle case americane ormai ha accolto uno smart speaker come l’Amazon Echo e la maggior parte di questi apparecchi è stata comprata nell’ultimo anno, secondo un report sul 2018 di Nielsen.

E mentre il conteggio mondiale degli assistenti vocali si prevede che raggiungerà niente popò di meno che 8 miliardi di unità entro il 2023, possiamo ipotizzare che questa sia solo l’alba dell’utilizzo nelle scuole di questa tecnologia.

AskMyClass  funziona filtrando 30.000 potenziali funzioni di Alexa e accoglie quelle che ritiene appropriate per i bambini e che possono aiutarli a scuola.

Questa start up sostiene che un un piccolo smart speaker può agire come un secondo paio di mani per le insegnanti di oggi sommerse di lavoro, svolgendo compiti che variano dal rispondere alle domande degli studenti al riprodurre giochi di matematica o promuovere la meditazione mindfulness.

“Ci sono migliaia di skill per Alexa, tutte essenzialmente con un singolo scopo o funzione”, dice Aparna Ramanathan, che ha cofondato askMyClass nella Silicon Valley insieme a suo marito, Deepak, lo scorso anno dopo aver condotto un progetto pilota nel 2017.

“Potrebbe essere per una pausa di ballo o per formare, il nostro scopo era mettere insieme tutto ciò che ti serve per una classe”.

Ramanathan, una fisica, e suo marito, che ha lavorato in precedenza per Google, hanno iniziato a pensare a come gli assistenti vocali avrebbero potuto assistere la salute e il benessere dei bambini non molto dopo che la tecnologia è approdata nel mercato circa 5 anni fa.

Il loro progetto pilota del 2017 era iniziato con 20 insegnanti che testavano l’app (che può essere usata sui loro dispositivi oltre all’Echo) per poi andare a crescere fino a 200.

“Gli insegnanti che la usano sono fantastici, hanno così tante idee che facciamo fatica a restare in pari con lo sviluppo” ha detto Ramanathan, la cui azienda compete con altre start up focalizzate sull’educazione come ClassAlexa.

Dal lancio dello scorso autunno, askMyClass ha iniziato a collaborare con altri 4 distretti, per integrare la tecnologia di Alexa in tutta la scuola. A livello nazionale, circa 1.000 classi stanno usando la nuova app, che costa $20 ad insegnante dopo un free trial.

Ci sono ancora alcuni punti da risolvere, come ad esempio il mal di testa che viene ad Alexa nello sforzo di riconoscere i comandi nel vociare dei bambini o quando Alexa si assenta a causa magari di un blocco del WiFi.

Tolti questi inevitabili intoppi dovuti alla giovanissima età di questa tecnologia, le potenzialità sono veramente tante.

Sfruttare l’innovazione anche nell’educazione significa andare incontro alle nuove generazioni, riformare un pochino l’insegnamento per riuscire a portarlo nel loro mondo e a tradurlo nella loro lingua.

“Sono esposti a così tante cose nel loro mondo che sono soltanto rumore di sottofondo” ha detto une delle prime insegnanti ad aver adottato askMyClass. “Non alzano neanche gli occhi”.

Ha detto infatti che gli studenti a volte prestano più attenzione quando l’apparecchio parla piuttosto che quando lo fa lei.

Se anche gli insegnanti più “old school” faranno lo sforzo di accogliere favorevolmente queste novità, il mondo dell’istruzione non potrà che giovarne.

Sei d’accordo?

A presto,

Juxhin

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